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Tasse: i contributi Inps per colf e badanti sono deducibili dal reddito. Ecco le regole

Agevolazioni fiscali: come detrarre dalle tasse i contributi Inps
Agevolazioni fiscali lavoro domestico: contributi deducibili per colf e spese detraibili per badanti

Tempo di dichiarazione dei redditi. Sapevi che puoi portare a detrazione i contributi Inps che hai pagato per la tua colf, badante o babysitter? Sì, i contributi Inps per colf e badanti sono deducibili dal reddito. Ecco come.

Contributi deducibili e detrazioni fiscali previste per datori di lavoro di colf e badanti

Chi versa all’Inps i contributi per colf, badante, babysitter o altro collaboratore domestico regolarmente assunto ha diritto a dedurre i contributi previdenziali dal reddito imponibile.

Spetta anche la detrazione delle spese (compresi i contributi) ai badanti, addetti all’assistenza personale di persone non autosufficienti.

La deduzione fiscale dei contributi si può sommare alla detrazione delle spese per l’assistente familiare non autosufficiente, e viceversa.

Vediamo nel dettaglio.

Contributi deducili per colf e badanti

I contributi Inps versati per i lavoratori domestici sono deducibili dal reddito imponibile del datore di lavoro fino a un importo massimo di €1.549,37 all’anno

L’importo massimo deducibile è fisso e non varia in base ai redditi dichiarati.

Con la deduzione delle spese previdenziali versate per il lavoratore domestico, il datore di lavoro ottiene un imponibile fiscale ridotto rispetto al reddito complessivo percepito per l’anno di riferimento.

A tal fine il datore di lavoro è tenuto a conservare le ricevute dei bollettini INPS.

Si scarica dall’IRPEF solo la quota a carico del datore di lavoro e non anche quella a carico della colf (anche se il datore di lavoro, per una forma di cortesia verso la colf, ha pagato a proprio carico l’intero contributo). Vedi: La quota di contributo a carico della colf o badante

Non è ammesso il trasferimento del carico contributivo da una persona all’altra: può dedurre i contributi solo il datore di lavoro indicato all’Inps all’atto dell’assunzione.

Detrazioni fiscali delle spese per gli addetti all’assistenza a persone non autosufficienti

Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti sono detraibili dall’Irpef nella misura del 19%.

La detrazione deve essere calcolata su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro e spetta solo quando il reddito complessivo del contribuente non è superiore40.000 euro

La detrazione dei contributi INPS della badante spetta al soggetto non autosufficiente così come ai familiari che affrontano la spesa.

Per usufruire dell’agevolazione, sono necessari il certificato medico che attesti la condizione di non autosufficienza, da esibire a richiesta dell’amministrazione finanziaria.

Sono considerate “non autosufficienti” le persone per esempio non in grado di assumere alimenti, espletare le funzioni fisiologiche o provvedere all’igiene personale, deambulare, indossare gli indumenti e le persone che necessitano di sorveglianza continuativa.

Le spese devono risultare da idonea documentazione. Serve dunque conservare:

  • le ricevute di pagamento intestate all’INPS complete della parte informativa sul rapporto di lavoro domestico (ore trimestrali, retribuzione oraria effettiva, ecc.), effettuato dal contribuente tramite c/c postale e/o MAV (pagamento mediante avviso) nel 2019
  • le ricevute delle retribuzioni erogate, firmate dall’assistente familiare.

La detrazione delle spese sostenute per l’assistenza di persone non autosufficienti è cumulabile alla deduzione dal reddito imponibile dei contributi Inps versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari (per esempio, colf, baby-sitter e assistenti delle persone anziane).

Questi contributi sono deducibili, per la parte a carico del datore di lavoro, fino all’importo massimo di 1.549,37 euro (vedi sopra).

Vedi anche: Agenzia delle Entrate

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