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Babysitter, tata o nanny: quanto guadagnano?

Babysitter nanny tata
Babysitter nanny tata: una professione in evoluzione

La babysitter – bambinaia, tata o nanny (tanti sono gli appellativi) – è una professione interessante e stimolante, di grande utilità sociale e in rapida evoluzione. Una professionalità in molti casi ben retribuita.

Babysitter, tata, nanny: una professione in evoluzione

La babysitter è un’occupazione che si evolve per rispondere alle necessità che la società attuale in rapidissima trasformazione impone alle famiglie.

Le babysitter professioniste oggi sono sempre di più figure irrinunciabili per famiglie con figli piccoli, al pari della badante per anziani e disabili, soprattutto quando madre e padre lavorano entrambi e quando la maggior parte delle famiglie non gode più di una famiglia allargata che sia di sostegno alla crescita dei figli. 

Competenze e formazione

Alle babysitter – bambinaie, tate o nanny – oggi si possono richiedere una miriade di nuove competenze tanto da poterle considerare ormai delle vere e proprie manager di bambini: dal saper accudire un neonato, cucinare, cucire, rifare i letti e riordinare la casa fino a  conoscere più lingue, e addirittura, per le babysitter di celebrità, sapersi difendere dall’attacco cibernetico di un hacker, conoscere le arti marziali per la sicurezza personale, oppure saper come seminare potenziali paparazzi, tutte discipline che si apprendono nelle migliori scuole e corsi del settore. 

La retribuzione di una babysitter

Ma anche le retribuzioni stanno cambiando. Attualmente in Italia la retribuzione di una babysitter si aggira sui €8,00 all’ora, con un minimo retributivo nel 2021 pari a €6,22, ma esistono ampi margini di variabilità, in particolare nelle grandi città e tra nord e sud, dove una nanny esperta può arrivare a guadagnare fino alle €12-14 all’ora. 

Nel Regno Unito, una nanny che esce dal prestigioso Norland College in Inghilterra – scuola che da oltre un secolo fornisce babysitter a famiglie reali e celebrità di tutto il mondo – può guadagnare fino a 35 mila sterline annue (oltre 400.00,00 euro), uno stipendio che può crescere fino a tre volte tanto con gli anni e l’esperienza. 

Indennità babysitter

In particolare, oltre al minimo retributivo la legge prevede un’indennità mensile da corrispondere alla babysitter per ogni bimbo accudito con meno di 6 anni di età. Il valore dell’indennità viene aggiornato di anno in anno. Il valori per il 2021 sono elencati nella tabella H qui.

Vedi in maggior dettaglio: I minimi retributivi

Come inquadrare una babysitter o una tata dal punto di vista contrattuale

Il CCNL 2020 inquadra chi si occupa dei bimbi come segue: 

  • Babysitter: nel Livello B Super, profilo lavorativo: “assistente familiare che assiste bambini (baby sitter), ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti”.
  • Istitutrice o istitutore: nel Livello D, profilo lavorativo: “svolge mansioni di istruzione e/o educazione dei componenti il nucleo familiare”.
  • Assistente familiare educatore formato: nel Livello D super, profilo lavorativo: “Lavoratore che, nell’ambito di progetti educativi e riabilitativi elaborati da professionisti individuati dal datore di lavoro, attua specifici interventi volti a favorire l’inserimento o il reinserimento nei rapporti sociali, in autonomia, di persone in condizioni di difficoltà perché affette da disabilità psichica oppure da disturbi dell’apprendimento o relazionali”.

NOTA BENE

• Il lavoratore addetto allo svolgimento di mansioni promiscue ha diritto all’inquadramento nel livello corrispondente alle mansioni prevalenti.

• Per “persona autosufficiente” si intende una persona in grado di compiere le più importanti attività relative alla cura della propria persona ed alla vita di relazione.

• La formazione del personale si intende conseguita quando la lavoratrice o il lavoratore sono in possesso di un diploma nello specifico campo oggetto della propria mansione, conseguito in Italia o all’estero, purché equipollente, anche con corsi di formazione aventi la durata minima prevista dalla legislazione regionale e comunque non inferiore a 500 ore.

• Ai fini del diritto all’inquadramento nel livello D Super, è onere del lavoratore comunicare per iscritto al datore di lavoro il conseguimento, anche in corso di rapporto di lavoro, di detto diploma e consegnarne copia.

https://colf-badanti.it/stipendio/lo-stipendio-minimo-per-colf-e-badanti/

Riferimento normativo: CCNL 2020 Art. 9 

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