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Lo stipendio minimo per colf e badanti

Quanto è lo stipendio minimo di una colf o badante?

Lo stipendio di una colf o badante non può in nessun caso essere inferiore ai minimi retributivi contrattuali stabiliti dalle Parti Sociali per l’anno in corso e aggiornati di anno in anno.

Stipendio minimo per colf e badanti

Lo stipendio minimo è la più bassa paga oraria, giornaliera o mensile che un datore di lavoro possa pagare al dipendente per legge.  

Gli importi – “minimi retributivi” – vengono stabiliti in relazione ai livelli previsti dal CCNL lavoro domestico.

Si parte quindi dai collaboratori domestici alle prime armi (liv. A) per arrivare a chi, dopo un’adeguata formazione professionale, assiste persone non autosufficienti (liv. DS). C’è poi una distinzione tra conviventi (anche part-time), non conviventi e lavoratori che assicurano assistenza o presenza notturna.

Le retribuzioni minime di colf e badanti vengono aggiornate annualmente, in base alla variazione del costo della vita (indice ISTAT). Le tabelle con i nuovi valori vengono pubblicate annualmente sul sito del Ministero del Lavoro.

Ecco le tabelle dei minimi retributivi per il lavoro domestico 2021: Stipendi minimi 2021

Babysitter: indennità extra

Sino al compimento del sesto anno di età di ciascun bambino assistito, la babysitter (assistenti familiari inquadrate nel profilo B Super) avrà diritto a percepire, oltre allo stipendio minimo, anche l’indennità mensile indicata nella Tabella H (vedi tabelle aggiornate). Tale indennità è assorbibile da eventuali superminimi individuali di miglior favore percepiti dal lavoratore.

Vedi anche: Babysitter, tata o nanny: una professione in evoluzione

Badante addetta a più di una persona non autosufficiente: indennità extra

Al lavoratore inquadrato nel livello C Super) o D Super) addetto all’assistenza di più di una persona non autosufficiente, oltre allo stipendio minimo è dovuta anche l’indennità mensile indicata nella Tabella I vedi tabelle aggiornate).  Tale indennità è assorbibile da eventuali superminimi individuali di miglior favore percepiti dal lavoratore.

Vedi anche: I contributi deducibili – Detrazioni fiscali delle spese per gli addetti all’assistenza a persone non autosufficienti.

Certificazione delle competenze: indennità extra

Al lavoratore domestico inquadrato nei livelli B), B super), C super) e D super) in possesso della certificazione di qualità di cui alla norma tecnica UNI 11766:2019 in corso di validità, oltre allo stipendio minimo avrà diritto all’indennità mensile indicata nella Tabella L (vedi tabelle aggiornate). Tale indennità è assorbibile da eventuali trattamenti retributivi di miglior favore complessivamente percepiti dal lavoratore.

Per i lavoratori conviventi inquadrati nel profilo D super) tale indennità è assorbita da quella di funzione di cui alla Tabella A).

Allo scadere della validità della certificazione di qualità l’indennità non sarà più dovuta. 

Ai fini del diritto a detta indennità, è onere del lavoratore consegnare al datore di lavoro copia della certificazione di qualità, eventualmente anche laddove fosse conseguita in corso di rapporto di lavoro.

Tale indennità sarà dovuta decorsi 12 mesi dalla data di decorrenza del CCNL 2020.

Vedi anche: Colf, babysitter, badanti. La certificazione accreditata sostiene le famiglie

Le altre voci dello stipendio

Allo stipendio minimo fissato per legge per lo specifico livello di inquadramento del lavoratore domestico, vanno aggiunti:

Il CCNL stabilisce che il superminimo (ovvero la quota di stipendio maggiore rispetto allo stipendio minimo) viene assorbito dai nuovi valori minimi retributivi più favorevoli, salvo che vi sia una previsione espressa in senso contrario, indicata chiaramente in una apposita clausola del contratto individuale di lavoro. 

Dunque se lo stipendio minimo al momento dell’assunzione era €4,62 all’ora, ma il datore di lavoro decide di offrire per contratto €6,00 all’ora (minimo retributivo €4,62 + €1,38 quota superminimo),  ora che il minimo è €4,69 lo stipendio rimane €6,00 all’ora, ovvero non cresce di +€0,04 – a meno che non ci sia una clausola che lo preveda nel contratto (“superminimo non assorbibile”).

Vedi: Superminimo: una retribuzione di maggior favore per il lavoratore

I contributi sono compresi?

I minimi retributivi sono al netto dei contributi.

I contributi dovuti per un’ora di lavoro vanno calcolati sulla base della retribuzione oraria effettiva: ovvero la retribuzione minima (che deve corrispondere al minimo retributivo previsto per quel livello di inquadramento, come da tabella) + scatti di anzianità (eventuali) + superminimo (eventuale) + quota vitto e alloggio. Vedi: Retribuzione oraria effettiva e Come calcolare l’importo dei contributi

La busta paga per colf e badanti

Vitto e alloggio: quando pagare l’indennità a colf e badanti